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Luglio 25, 2020

Da più di cinquant’anni, negli Stati Uniti gli spot televisivi sono l’architrave di qualsiasi campagna elettorale, e rappresentano sempre la principale voce di spesa di qualsiasi persona che si candidi alla presidenza. Fino a questo momento tutti i candidati alla presidenza nel 2020, primarie comprese, hanno speso un miliardo e mezzo di dollari per trasmettere spot televisivi. E poi ci sono i moltissimi altri prodotti e diffusi da comitati politici indipendenti, associazioni, organizzazioni non governative.
Gli spot televisivi sono ancora oggi lo strumento che permette di rivolgersi al maggior numero possibile di americani, a prescindere dalle loro differenze culturali e di stili di vita. Ce ne sono di moltissimi tipi diversi e con moltissimi toni diversi: tanti passano inosservati, ma alcuni fanno discutere per settimane, spostano l’opinione pubblica e cambiano il corso delle campagne elettorali. Tutto è cominciato davvero nel 1964, quando le immagini di una bambina che sfogliava i petali di una margherita e il genio di un pubblicitario di Madison Avenue hanno cambiato per sempre gli spot politici americani.

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